Stiamo distruggendo la Biodiversità

    
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gianni-taminoIl termine biodiversità, o diversità biologica, indica l'insieme di tutte le forme viventi ed include le loro variazioni a tutti i livelli, dai geni agli ecosistemi, passando per gli individui, le popolazioni, le specie e le comunità.
In pratica, ogni individuo è diverso da ogni altro e una popolazione di una stessa specie risulta costituita da individui tutti diversi, ciascuno dei quali avrà maggiore o minore probabilità di sopravvivere ed avere figli in base alla capacità di adattarsi all’ambiente.

In una popolazione tutta omogenea, senza diversità, un cambiamento ambientale o una epidemia o una malattia di qualunque genere potrebbe determinare, per selezione, una situazione inammissibile dal punto di vista evolutivo: o tutti gli individui della popolazione riescono a sopravvivere o non ne sopravvive nessuno. La biodiversità garantisce in ogni ecosistema le catene alimentari, cioè il passaggio della materia e dell’energia dalle piante, agli erbivori e ai carnivori, fino agli organismi decompositori, in grado di recuperare energia dagli scarti di tutte le altre specie e ripristinare la fertilità del suolo. Dunque i cicli biologici, fondamentali per riciclare la materia utilizzata negli ecosistemi, possono essere messi a rischio da una riduzione della biodiversità naturale.

La biodiversità rappresenta, inoltre, una risorsa essenziale per la specie umana, al pari delle risorse idriche ed energetiche, per garantire la produzione di cibo, attraverso le diverse piante coltivate e le diverse varietà di queste piante.
Nell’ultimo secolo le attività umane stanno cambiando profondamente l'ambiente del nostro pianeta, a causa non solo dell'immissione di materiale inquinante e di rifiuti, ma anche di cambiamenti nell'uso del territorio e conseguente perdita di habitat, che comportano riduzione della biodiversità.

Come abbiamo detto, ogni organismo svolge un ruolo fondamentale per la salute e il benessere del Pianeta. Ad esempio, varie piante e batteri mantengono l’ambiente pulito grazie alla loro capacità di degradare i nostri rifiuti e a riciclarne i nutrienti. I lombrichi mantengono il terreno fertile, favorendo la decomposizione della sostanza organica e grazie alle api e agli altri insetti impollinatori le piante continuano a fiorire, a riprodursi e a produrre frutti. Molte specie di uccelli e mammiferi disseminano i frutti selvatici. I grandi predatori mantengono bilanciata la catena alimentare e sane le popolazioni predate. Perfino le zanzare svolgono un ruolo importante nei cicli naturali.

Purtroppo l’attuale sistema produttivo industriale ed agricolo e l’utilizzo di fonti fossili per ogni esigenza energetica, stanno gravemente compromettendo la biodiversità del pianeta. Molte specie di animali e di piante sono ridotte a pochissimi esemplari e, quindi, in pericolo o, addirittura, in via di estinzione. La comunità scientifica è d'accordo nell'affermare che il tasso attuale di estinzione è 100-1000 volte superiore a quello precedente la comparsa dell'uomo. Moltissime sono le specie minacciate e alcuni scienziati sostengono che il 10-20% delle specie attualmente viventi sul pianeta si estingueranno nei prossimi 20-50 anni.

Secondo le stime dell'Unione Internazionale per la conservazione della natura (IUCN) sarebbero più di 7 mila le specie animali e circa 60 mila quelle vegetali a rischio estinzione. Si tratterebbe della "sesta estinzione di massa" della storia, conseguente al cattivo stato di salute della Terra, mai così critico da 65 milioni di anni a questa parte, ovvero dalla scomparsa dei dinosauri. Un disastro mai visto prima se si pensa che a causare le crisi precedenti ci sono voluti svariati milioni di anni e gravi catastrofi naturali (come le collisioni con asteroidi), mentre poco più di un secolo di “rivoluzione industriale” è stato sufficiente a dare origine a quest’ultima estinzione di massa.

Dobbiamo cambiare strada: occorre rendere l’economia circolare, cioè senza emissioni inquinanti né rifiuti, uscire dal consumismo e praticare politiche di decrescita.

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